CRISTO APPROVA LA REGOLA
1672 113. Dimorava Francesco sopra un monte assieme
a frate Leone d'Assisi e Bonizo da Bologna per comporre la
Regola, giacché era andato smarrito il testo della
prima, dettatogli da Cristo.
Numerosi ministri si recarono da frate Elia, vicario di Francesco,
e gli dissero: «Abbiamo sentito che questo fratello
Francesco sta facendo una nuova Regola, e temiamo non la renda
così dura da riuscire inosservabile. Noi vogliamo che
tu vada da lui e gli riferisca che ci rifiutiamo di assoggettarci
a tale Regola. Se la scriva per sé, e non per noi».
Frate Elia osservò che non aveva coraggio di andarci,
per paura dei rimproveri di Francesco. Ma siccome quelli insistevano,
ribatté che non intendeva recarsi là senza di
loro. Così partirono tutti insieme.
Quando frate Elia, accompagnato dai ministri fu giunto a Fonte
Colombo, chiamò il Santo. Francesco uscì e vedendo
i ministri chiese: «Cosa vogliono questi fratelli?».
Rispose Elia: «Sono dei ministri. Venuti a sapere che
stai facendo una nuova Regola e temendo non sia troppo aspra,
dicono e protestano che non intendono esservi obbligati. Scrivila
per te, e non per loro».
Francesco levò la faccia al cielo e parlò a
Cristo: «Signore, non lo dicevo che non ti avrebbero
creduto?». E subito si udì nell'aria la voce
di Cristo: «Francesco, nulla di tuo è nella Regola,
ma ogni prescrizione che vi si contiene è mia. E voglio
sia osservata alla lettera, alla lettera, alla lettera! senza
commenti, senza commenti, senza commenti». Aggiunse:
«So ben io quanto può la debolezza umana, e quanto
può la mia grazia. Quelli dunque che non vogliono osservare
la Regola, escano dall'Ordine!».
Si volse allora Francesco a quei frati e disse: «Avete
sentito? avete sentito? Volete che ve lo faccia ripetere?».
E così i ministri se ne tornarono scornati e riconoscendosi
in colpa.